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Andrea Casagrande

Soluzioni per l’impresa

Deliberato dall’assemblea

TFM — Trattamento di Fine Mandato

Accantona il compenso dell’amministratore oggi e deducilo dal reddito d’impresa.

Il trattamento di fine mandato è l’indennità che la società riconosce all’amministratore alla scadenza dell’incarico: una sorta di TFR per chi siede nel consiglio, che viene deliberata all’inizio del mandato e accantonata anno per anno.

Il vantaggio è doppio. Per la società l’accantonamento è deducibile per competenza — quindi ogni anno riduce l’imponibile, senza aspettare il pagamento — a condizione che il diritto risulti da atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto. Per l’amministratore l’indennità, se il diritto è sorto con data certa, è assoggettata a tassazione separata invece che confluire nel reddito dell’anno di incasso.

La polizza dedicata al TFM serve a tenere l’accantonamento fuori dalla gestione ordinaria della cassa aziendale: le somme vengono versate a una compagnia, rivalutate nel tempo e liquidate alla scadenza del mandato, con l’azienda contraente e l’amministratore beneficiario. Il risultato è che il denaro c’è quando arriva il momento di pagarlo.

Deducibile
per competenza dal reddito d’impresa, con atto a data certa
Tassazione separata
per l’amministratore, invece dell’IRPEF ordinaria dell’anno di incasso

Accantonamento in bilancio o polizza dedicata

La deducibilità dipende dalla delibera con data certa, non dallo strumento. Cambia però dove finiscono i soldi.

Solo fondo in bilancio Polizza TFM
Deducibilità per competenza Con atto a data certa Con atto a data certa
La liquidità è messa da parte davvero
Rivalutazione del capitale accantonato Gestione separata di ramo I
Garanzia caso morte per gli eredi Opzionale
Impignorabilità nei limiti dell’art. 1923 c.c.
Impatto sulla cassa alla scadenza del mandato Esborso in una volta Già coperto dai versamenti

Le tre condizioni da rispettare

Delibera assembleare
il diritto al TFM e il suo importo devono essere deliberati dall’assemblea dei soci, non decisi dall’amministratore stesso.
Data certa anteriore
la delibera deve avere data certa opponibile ai terzi — atto notarile, raccomandata a sé stessi, PEC, marca temporale — e precedere l’inizio del rapporto.
Importo congruo
l’indennità deve essere proporzionata al compenso e all’attività svolta: importi sproporzionati sono il primo rilievo mosso in sede di verifica.

Perché usare una polizza e non un semplice fondo in bilancio

Accantonare in bilancio significa iscrivere un debito senza mettere da parte la liquidità corrispondente: alla scadenza del mandato l’azienda deve trovare la somma, spesso in un momento in cui ha altre priorità. Con la polizza il flusso esce ogni anno, in modo programmato, e il capitale matura al di fuori del circolante aziendale.

La polizza offre inoltre una rivalutazione del capitale accantonato e consente di abbinare una garanzia caso morte a favore degli eredi dell’amministratore, che nelle società a conduzione familiare è spesso la ragione principale per cui lo strumento viene scelto.

Garanzie

Come funziona la polizza TFM

6 voci

Contraente: la società
È l’azienda a sottoscrivere e versare i premi, mantenendo la titolarità del contratto e la possibilità di riscattarlo nei casi previsti.
Beneficiario: l’amministratore
Alla scadenza del mandato il capitale viene liquidato all’amministratore, o ai suoi eredi in caso di premorienza, secondo la designazione in polizza.
Versamenti flessibili
L’importo annuo segue la delibera e può essere modificato nel tempo, così l’accantonamento resta allineato all’andamento della società.
Gestione separata
Il capitale è investito in una gestione separata di ramo I, con consolidamento annuo dei rendimenti e capitale garantito alla scadenza.
Garanzia caso morte
Opzione che integra il capitale accantonato con una somma aggiuntiva a favore degli eredi, utile nelle società a base familiare.
Impignorabilità
Nei limiti dell’art. 1923 c.c. le somme in polizza non sono pignorabili né sequestrabili, a differenza della liquidità sui conti societari.

Domande frequenti

TFM: le domande più frequenti

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Fai la tua domanda

Il TFM è deducibile per competenza o per cassa?

Per competenza, quindi anno per anno, ma solo se il diritto all’indennità risulta da un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto, come previsto dall’art. 105 comma 4 del TUIR. In mancanza di data certa la deduzione slitta all’esercizio in cui l’indennità viene effettivamente pagata.

Che importo posso accantonare?

La norma non fissa un tetto, ma richiede congruità rispetto al compenso deliberato e all’attività svolta dall’amministratore. Nella prassi ci si orienta su percentuali del compenso annuo verificabili in caso di controllo: un accantonamento sproporzionato rischia la contestazione dell’intera deduzione, non solo dell’eccedenza.

L’amministratore paga le imposte ogni anno sull’accantonamento?

No. L’indennità è tassata solo al momento della liquidazione e, se il diritto è sorto con atto a data certa, con il regime della tassazione separata: si evita così di sommarla al reddito dell’anno in cui viene incassata, che è quasi sempre l’ipotesi più onerosa.

Cosa succede se la società cessa o l’amministratore lascia prima della scadenza?

Dipende da come sono scritte la delibera e la polizza. In genere è previsto il riscatto da parte della società, con liquidazione dell’accantonamento maturato, oppure la cessione del contratto all’amministratore. Sono clausole da definire in fase di stipula insieme al commercialista: le concordo direttamente con lui, così delibera e polizza dicono la stessa cosa.

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